Martedì, 18 Marzo 2003

 

 

POLCENIGO È stato necessario realizzare un antiattraversamento da parte della Provincia

Strage di rospi, barriera sulla strada

 

Polcenigo

L'annuale strage di rospi sulla strada provinciale 29 pedemontana, in comune di Polcenigo, ha avuto inizio, ma per quest'anno c'è una novità: il servizio manutenzione strade della Provincia di Pordenone ha voluto andare oltre al cartello di attenzione posto nel maggio 2002 e, grazie al lavoro di volontari, ha finanziato il materiale per realizzare una barriera antiattraversamento. Un primo intervento importante, che già permetterà questa primavera di limitare di molto la moria dei piccoli anfibi: lo scopo di questa barriera è anche quello di monitorare la situazione, in previsione di un intervento che comprenderà la posa in opera di tubi, in grado di permettere il transito dei rospi sotto il sedime stradale. L'annuale moria di rospi dura da sempre: nel 1994 il polcenighese, già sindaco e amministratore comunale, Mario Cosmo interessò del problema il Wwf; l'associazione pordenonese ha messo in luce come negli ultimi anni gli anfibi stiano diminuendo ed alcune specie siano addirittura a rischio d'estinzione; la compromissione delle possibilità di vita di tali animali è un segnale di allarme, un incommensurabile perdita di biodiversità e di degli ottimi bioindicatori; da allora si sono susseguiti sopralluoghi da parte di tecnici dell'Amministrazione provinciale, pressioni da parte del WWF e interventi di consiglieri provinciali. Finalmente una cultura sempre più sensibile all'ambiente e anche alla sicurezza stradale ha portato la Provincia a prendere una decisione in merito e a correre ai ripari; ora c'è questo intervento urgente, che ha già mosso la curiosità di quanti percorrono la strada, successivamente è previsto un lavoro più importante, che dovrebbe portare alla definitiva risoluzione del problema. Intanto i volontari si danno il turno di sera, per scovare i rospi che non sono riusciti ad attraversare e aiutarli a trovare la via.

Francesca Giannelli